La Rimini di Federico Fellini, dal borgo al Grand Hotel

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Tanti i luoghi da vedere per scoprire i volti, i sogni e le suggestioni che hanno ispirato capolavori come i Vitelloni e Amarcord
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Rimini e Fellini, un rapporto difficile, amore e odio, nostalgia e voglia di fuggire via, lontano. A Roma, alla giusta distanza per poter tirare fuori dal vecchio baule della memoria i personaggi, i luoghi, i modi di dire della sua Rimini e guardarli con nostalgia, prima di decidere di imprimerli su pellicola e per sempre nella memoria collettiva.

Quel Maestro che ha fatto la storia del cinema interrogandosi su cosa fosse Rimini e cercandola in una dimensione di sogno e immaginazione, che tanta poesia ha regalato ai suoi film, vive oggi più forte che mai nella città che gli diede i natali nel 1920.

Nella casa della famiglia di Fellini, scomparso nel 1993, oggi ha sede la fondazione a lui dedicata, che raccoglie scritti, fotografie, oggetti di scena, bozzetti e schizzi con i quali il regista era solito dare "vita" ai suoi personaggi cinematografici.

La Fondazione Federico Fellini si trova in via Nigra 26 a Rimini (Tel. 0541 50085).


fellini sulla scena di un film federico fellini agli oscar


"Rimini è una dimensione della memoria" scrive Fellini, forse lontana dalla realtà e relegata a uno stereotipo, a un'idea del regista che lasciò la città ad appena 19 anni per trasferirsi a Roma con la scusa di studiare giurisprudenza, cominciando invece a lavorare prima come sceneggiatore e poi come regista. Da lì al successo il passo è breve: nel 1952 a 32 anni realizza il suo primo film "Lo sceicco bianco" e l'anno dopo diventa famoso con "I Vitelloni". Nel 1954 arriva il primo Oscar per "La Strada" dove la moglie Giulietta Masina interpreta la protagonista Gelsomina. Ne arriveranno altri 4, con "Le notti di Cabiria", "8 e ½" (miglior film straniero e costumi) e infine l'ultimo, nel 1993, alla carriera. Si spegnerà pochi mesi dopo, il 31 ottobre, a Roma.

La passeggiata nella Rimini felliniana comincia dal Grand Hotel, celebrato in "Amarcord" come luogo dell'esotico e del lusso. "Le sere d'estate il Grand-Hotel diventava Istanbul, Bagdad, Hollywood. - scriveva Fellini ricordando l’adolescenza riminese - Sulle terrazze, protette da cortine di fittissime piante, forse si svolgevano feste alla Ziegfield. Si intravedevano nude schiene di donne che ci sembravano d'oro, allacciate da braccia maschili in smoking bianco, un venticello profumato ci portava a tratti musichette sincopate, languide da svenire".

Il Grand Hotel, in particolare, è emblema del turismo più esclusivo e il regista vi soggiornava ogni volta che tornava a Rimini insieme alla moglie Giulietta Masina, sempre nella stessa suite. Oggi, la suite Fellini è a disposizione per chi vuole trascorrere una vacanza in un’atmosfera particolare.


rimini e fellini fellini al grand hotel di rimini


Tappa obbligata di ogni itinerario felliniano che si rispetti è il cinema Fulgor, in corso d'Augusto, dove Fellini bambino vide il primo film e dove, adolescente, cominciò a lavorare come disegnatore delle locandine dei film. Dal Fulgor, si raggiunge in pochi minuti il borgo San Giuliano, con le sue case colorate affacciate sui vicoli stretti. Questo è il luogo dove Fellini amava passeggiare e far incontrare i suoi personaggi. Un angolo di città riservato, silenzioso, dove oggi murales coloratissimi raccontano di lui e dei suoi personaggi.

Infine, la spiaggia, dove i "vitelloni" sognavano fughe dalla monotonia della provincia e spiavano la conturbante Saraghina.

Il regista e la moglie sono sepolti al cimitero di Rimini, nella tomba-monumento realizzata da Arnaldo Pomodoro.